Oggetto ottico-dinamico, 1963-64
Oggetto ottico-dinamico, 1963-64.
Courtesy Archivio Dadamaino.

Dada: «scientifica, ma non scientizzante»60

...si lavorava per il piacere di sperimentare,
non per piacere o per compiacere.
Per noi bisognava cambiare il Sistema,
invertire la tendenza di quello che c'era allora.
Eravamo stanchi dei materiali pesanti della tradizione.
Non ne potevamo più del bronzo, della pittura pesante ad olio,
della materia sprecata sulle tele per metri e metri.61

La predilizione scientifica di Dadamaino è un dato biografico evidente. Scientifici erano stati i suoi stessi studi di medicina. Scientifica la matrice del suo interesse per le derive ottico-dinamiche, scientifico anche l'approccio di profonda serietà intellettuale e di intima volontà di svisceramento, come scientifici erano anche il rigore e la razionalità, a suo stesso dire.62

Verrebbe quasi da pensare che la Dada, come ha opportunamente osservato Flaminio Gualdoni,63 si sia servita di un coscienzioso procedimento di norme per spingere, quello stesso assodato corpus di partenza, fino al suo punto di contraddizione. Il suo era un rispetto delle regole talmente rigoroso da farle inevitabilmente saltare.64

Dadamaino che istilla nel corpo del metodo un parassita che ne divora le carni appassite dall'interno. Perché per le nuove sfide dell'altrove è necessario un organismo sano, un supporto vitale ed allenato che si presti ad ogni tipo di esperimento, che sia capace di adattarsi rapidamente e di rispondere con energia all'inarrestabile richiesta di senso.

Ma la sostanza di una tale efferata procedura di forzatura non ricade nell'errore di presentarsi come nuovo Sistema di riferimento, la sua attrazione, per quanto radicale, non si lascia catturare dalle maglie strette dello scientismo. Dadamaino si interroga ancora mille volte, vede e rivede, analizza fino allo spasimo e si consegna ad un'attività gnoseologica senza fine apparente.

Non credo che il rifiuto di arrendersi dinanzi alle complicate declinazioni del reale, rilevi da un «accanimento matematico-purista»,65 quanto piuttosto da una caparbietà che è propria delle più grandi ricerche66 e affonda le proprie radici in un'insaziabile desiderio di conoscenza che costituisce la base stessa dell'analisi scientifica che proprio a partire dalla crisi,67 dall'osservazione e dall'incredulità riesce a dar vita a nuove elaborazioni.

L'intero corso della sua arte sta rivelandosi binario,
ciò avrà pure un senso.
Ha senso universale
la scelta di dadamaino di evolvere nella complessità
invece di trincerarsi nello scontro.68