Mantova, personale Casa del Mantegna, 1993
Personale Casa del Mantegna. Mantova 1993.
Courtesy Archivio Dadamaino.

Rilievi

L'avventura della forma

Agli squarci feci seguire un ritmo più serrato ai fori,
un ordine,
e misi un fondo
così che le luci e le ombre
potessero 'proiettare' la loro presenza
mutando l'opera...
I fori diventavano sempre più piccoli,
serrati e numerosi...13

I Rilievi creano un'attesa, sono frutto di un'attesa e si risolvono in un'attesa. Rilevano della proiezione, come uscita, sfondamento, messa in ri-lievo appunto, che non ha niente di leggero, che risale dal cuore una tela, già martoriata nella sua semplice esistenza di superficie, per accentuare la capacità di trasporto. Perché è all'oltre e all'altrove che guardano i Rilievi, alle dimensioni residuali, agli scarti, alle anime liminari che si perdono nell'evidenza chiara e luminosa dell'accecante perfezione della tela.

Le ombre che proiettano attraverso ali di cartone, hanno il sentore delle verande d'estate, il profumo della frescura e dell'ombra, l'alone del riposo che dura solo un attimo, per poi riprodursi nelle mille nuove attività di reflusso di un essere che affonda del monocromo, per poi lasciar che esista anche il colore.

I Rilievi sono l'essenza stessa della fuoriuscita, del salto, dello sfondamento.14
Un trapasso che si è fatto più sottile, che risorge dal tessuto forato per ricostruire intorno a sé una nuova apertura di senso, una necessità del pervenire che si complica d'esistenza, che riesuma antiche ferite di fontaniana memoria e si propone di far altro, per inseguire una strada personalissima e diversa che si preannuncia in tutto il suo portato eversivo e lungimirante.15

In questa direzione c'è bisogno di aperture novelle, di pietre miliari che indichino propriamente il percorso. Le porticine di Dada si schiudono al momento opportuno, lasciano intravedere un'uscita non docile, una vita innervata di forme che del geometrico hanno l'alone, ma del sofferto la vera e propria profondità, sono residui di operazioni che ricordano le riflessioni di Rothko.16

Resistenze che si oppongono al disfacimento, che combattono la guerra impossibile dell'essenza e sciolgono una parte dei loro vasti misteri nelle parole di Flaminio Gualdoni:

Con agonismo dolce,
e inattualità serena e distante,
Dadamaino prosegue da anni
la sua partita con il vuoto.17