False Prospettive
False prospettive, china su cartoncino, 1967, cm 32 x 32.
Courtesy Cortinaarte

False prospettive

Giocando con la percezione

1973 - 1975

...nulla è eterno;
volevo che i lavori mutassero...29

Se la prospettiva è la base per eccellenza dell'arte classica, la sua ossatura portante e l'equilibrio estatico che ricorda i quadri dei grandi maestri, è proprio alla sua assidua decostruzione che deve votarsi chi vuole imprimere una direzione completamente nuova al discorso artistico.

Ecco le ragioni delle False prospettive, lo schema conscio di quella decostruzione fattuale che passa per l'espressione geometrica di una nuova simmetria, tanto ingannevole quanto affascinante, ma soprattutto innovativa.

E' alle briglie dell'eterno ritorno dell'uguale30 che Dadamaino e buona parte della sua generazione, hanno intenzione di sciogliersi:

Nel 1963, François Morellet, futuro co-fondatore del Gruppo internazionale Nuova Tendenza, annuncia i processi di programmazione e il ricorso alla matematica […] L'origine delle ricerche di questi artisti si basa sulla constatazione dell'esaurirsi della creatività artistica destinata alla ripetizione senza fine delle medesime forme; e sul compito di rinnovarne la spinta attraverso il cambiamento delle stesse materie prime dell'arte.31

Il rinnovamento dell'edificio passa per il necessario scardinamento delle sue stesse fondamenta, per la sovrapposizione ed il ripensamento radicale che non a caso coincide con l'altra definizione che si riferisce alle False prospettive: Superficie su Superficie lavori costruttivi policromi, realizzati a olio e costruiti secondo un identico schema.